venerdì 17 giugno 2011

L'INDIFFERENZA NON FA LA DIFFERENZA

Nella società del consumo, dove ogni sguardo è rivolto ad una tentazione, un richiamo di vetrine decorate con tessuti e oggetti spesso inutili, cartelloni pubblicitari ingannevoli e ammiccanti, sconti e promozioni che ormai non fanno più scalpore. Gente che corre, sbatte l'uno contro l'altro, senza neanche per sbaglio chiedere scusa, in tutto questo io mi accorgo di una cosa sola: le nostre espressioni, nella corsa, nella fretta, nei pensieri e nella vita, dov'è finito il nostro sorriso? In molti di noi lui non c'è più, ma perchè? Dov'è finita quell'emozione, quella sensazione di scoperta, di avanzamento e di avventura che faceva parte di noi non troppi anni fa?
Ci siamo forse dimenticati come si fa?

Il lavoro, i problemi di famiglia, la salute, l'economia, l'amore, problematiche del mondo, ma sempre più accentuate nelle società occidentali, la corsa continua al tutto come se il tutto fosse già scritto, come se ci scappasse dalle mani, come una strada senza uscita.

Ma non è vero, il mondo è piccolo ma con infinite strade, esiste il male eppure dove troviamo il male troviamo persone che sorridono, e affrontano la vita con speranza, perchè lì che ripongono i loro sogni.
Perchè noi abbiamo smesso di sorridere? Ci manca forse l'affetto? O è quello che possediamo che non ci basta mai e ci porta all'indifferenza?

L'indifferenza, poco nominata ma molto presente in ognuno di noi, visi rivolti altrove, pensieri che ostentano tematiche comuni, gente che inganna se stessa.
Abbiamo forse dimenticato come si sorride perchè siamo diventati indifferenti? Indifferenza verso qualunque tipo di messaggio che ci arriva, ogni giorno siamo bombardati da messaggi pubblicitari, tra uno spot tv e l'altro cambiamo canale, volantini in buchetta che neanche si guardano ma vanno diretti in destinazione spazzatura, cartelloni per strada spesso ignorati da automobilisti e passanti intenti nelle loro faccende, indifferenza nei bisogni altrui.

Ero in autobus, in uno di quelli lunghi, snodati con tante porte, ero accomodata al mio posto perchè l'avevo trovato, da lontano arriva una signora anziana sulla settantina (forse) guardava se trovava da riposare le sue gambe, ma tutti erano con i visi rivolti ai finestrini dell'autobus.
I finestrini sono gli occhi rivelatori dell'indifferenza sui trasporti pubblici, perchè ogni nostro minimo movimento si riflette all'interno e tutti posso accorgersi della tua espressione, vedevo indifferenza, mi alzai e offrii gentilmente il mio posto alla signora che mi rispose con altrettanta gentilezza che potevo rimanere seduta,perchè lei sarebbe scesa da li a poco.Una donna in piedi a fianco a me mi guardò negli occhi e fece un cenno di sorriso, un minimo sforzo, un mezzo muscolo della mandibola che si muove, non è poi così difficile, dopo un po' viene naturale ed è bello, ma serviva proprio non rimanere indifferenti per ricevere un sorriso.
Allora spesso mi chiedo, è l'indifferenza che ci ha fatto dimenticare come si sorride?

venerdì 3 giugno 2011

LA FELICITA' NON E' IN VENDITA

Ecco l'era del consumismo, tutti i giorni siamo bombardati da banner pubblicitari, messaggi subliminali che creano speranze di "benessere", gadget, omaggi, volantini con sconti pazzeschi, prodotti scadenti venduti come prodotti di "qualità", con la concezione che se hai il cash puoi avere tutto quello che vuoi.

Siamo nel XXI° secolo, abbiamo mille tentazioni, più abbiamo e più vogliamo, ci lamentiamo quando in realtà abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno; è vero che nella vita bisogna puntare in alto ma a volte sarebbe bene fermarsi a riflettere su ciò che realmente conta davvero, e non sono le auto di lusso o il vestito firmato che faranno di noi persone migliori, non sarà il conto in banca o quante donne/uomini abbiamo avuto nella vita, tanto meno sarà l'aria snob di colui che ha un'atteggiamento del tipo "ho i soldi allora posso averlo".

Nella vita c'è molto di più, ogni giorno in autobus mi soffermo a guardare o incrociare gli sguardi della gente, le smorfie, gli occhi, la postura. Esperessioni giudizievoli nei confronti di chi ci sta accanto, sguardi che si riflettono nel finestrino con occhi assenti e dispersi nei pensieri, teste che si voltano in continuazione per vedere ciò che le circonda, un mondo là fuori tutto da scoprire e da vivere, risposte che non si trovano sui libri o riviste, domande improvvise che ci assalgono, i problemi  da affrontare, gioie e dolori che si vivono quotidianamente, se a tutto ciò aggiungiamo la concezione che alcune persone possiedono tutto diviene più complicato.

Ho incontrato persone davvero viscide nella vita, ho incontrato persone davvero splendide e caritatevoli, altre simpatiche e altre un po' meno. Quello che non capisco è come un uomo possa sentirsi bene offrendo soldi in cambio di sesso, offrendo soldi per un'amicizia che non sarà mai pura e vera, come un uomo possa calpestare tutto ciò che sia umano ed onesto solo per sentirsi un gradino sopra la norma, solo per essere al centro dell'attenzione, mostrarsi agli occhi di gente sconosciuta come una persona di successo e di fama quando in realtà l'unica cosa che realmente possiede sono debiti su debiti.

Abbiamo tutti un lato umano e solidale all'interno del nostro essere, poi la società ti spinge ad intraprendere scelte diverse da chi hai frequentato, (ognuno è libero di scegliere e fare ciò che vuole, niente giudizi solo opinioni), diventi adulto e prendi una strada, cerchi di diventare la persona che vuoi essere, non parlo di carriera professionale, ma del lato umano.
A volte mi chiedo perchè certe persone  usano soldi che spesso non hanno, per cercare di accaparrarsi  tutto, anche donne usate come prodotto di mercato, una merce usa e getta,  come se le persone possano essere qualcosa di vendibile. Come possono sentirsi bene con loro stessi quando la sera chiudono gli occhi prima di addormentarsi? Spesso mi chiedo se abbiano mai pensato al giorno in cui per sfiga ( e scusate il termine) i soldi finiranno, cosa avranno davvero?  Perchè i soldi vanno e vengono ma le persone che ami resteranno al tuo fianco, se nelle vita hai dato loro qualcosa che non sia solo materiale, quando non le calpesti e ti prendi cura dei rapporti, mi chiedo come alcuni elementi possano convivere con l'essenza consumista e senza l'essenza umana, vedono tutto e tutti come merce o come oggetto dei loro obiettivi, quando non servi più, via: ecco sei spazzatura.

Da poco tempo ho riscoperto qualcosa che per molto tempo avevo accantonato, fare del bene per gli altri fa stare bene anche te, e non mi importa se mentre cammino per strada ci sono musicisti che rallegrano la giornata disperdendo nell'aria note di benessere probabilmente donerò un'offerta e passo avanti verso la mia strada, non è un problema donare un sorriso ad uno sconosciuto, o un'abbraccio a persone care, sono petali di felicità che non puoi comprare perchè non è questione di quanti soldi hai in tasca, o con quale automobile sfrecci per le strade, la felicità non è in vendita, non la puoi comprare.
Licenza Creative Commons
Nascondiglio Pubblico by Claudia Bombonato is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia License.
Based on a work at http://nascondigliopubblico.blogspot.com/.