sabato 4 dicembre 2010

Francesca e il regno di Violaide



UNA FAVOLA PER BAMBINI MA.....
NON SOLO. (post-partecipazione al concorso dell'associazione Progetto e Materia di Torino)



C'era una volta il lontanissimo mondo di Violaide. Era una terra pulita, profumata, piena di colori, animali, fiori e sorgenti d'acqua. I suoi abitanti erano piccole lucciole del bosco che volteggiavano e ballavano delicatamente su alberi e rosse fragoline, accarezzavano di tanto in tanto qualche petalo e salutavano i signori ranocchi che cantavano nel laghetto dall'acqua magica... Era un luogo incantato, un regno magico, privo di male, dove regnava solo amore e purezza. Questo fino a quando la regina Nerea non entrò nei sogni di una giovane fanciulla del mondo Terra a cui svelò il regno di Violaide. Nerea aveva messo al mondo una bellissima figlia, Viola, la fata più luminosa del regno a cui però non voleva cedere il trono per gelosia, così indusse la fanciulla, Francesca, a catturarla... Nerea era consapevole che la legge del regno proibiva a chiunque di svelare l'esistenza del mondo di Violaide altrimenti la luce delle fate si sarebbe per sempre trasformata nella luce del sole, il mondo di Violaide si sarebbe autodistrutto e così ne fate ne folletti sarebbero mai più esistiti. Tuttavia Nerea non volle prestare ascolto a questa leggenda e continuò imperterrita nella sua battaglia contro Viola.



Una notte d'estate Francesca dormiva nel suo lettino, e Nerea entrò nei suoi sogni per trasportarla fino al lontanissimo mondo di Violaide. La bambina aveva in mano un peluche e in pigiama si addentrò nella foresta. Non era impaurita Francesca perchè a rassicurarla c'era la luce della luna sempre piena del mondo di Violaide, il canto degli uccelli e il fruscio dei rivoli d'acqua che scorrevano tra le pietre del sentiero. Il bosco non dormiva mai a Violaide, lì la notte era perenne, Francesca non credeva alla sua vista, strizzò bene gli occhi per assicurarsi che tutto fosse quel che realmente vedeva; vi erano in sottofondo dei violini ai quali si aggiunsero un piano in giro di do, un'arpa e il dolce suono di un flauto traverso. Con le mani Francesca si aprì un piccolo varco per scorgere cosa ci fosse al di là dei cespugli e vide piccole lucciole in festa volteggiare nell'aria, allegre come non mai perchè era nata la principessa Viola che con loro ballava nel bosco. Francesca presa dalla gioia iniziò a saltare, a correre per cercar di prenderne una in mano, ma le fatine spaventate scapparono a destra e sinistra quasi tutte tranne una, Viola ,che essendo appena nata ancora aveva addosso il fior di loto che ogni lucciola riceve alla nascita per poter riposare ogni qualvolta lo desideri. Il peso del fiore le rallentò il volo e rimase intrappolata nel sogno di Francesca: da allora il regno di Violaide vide solo il buio, quello scuro, quello del male, perchè la fata più luminosa era sparita. La luna iniziava a spegnersi piano piano e Nerea continuava ad invecchiare perchè non aveva tenuto conto di un fatto importante del mondo di Violaide: qualsiasi volta che si entri nei sogni dei bambini per far del male al mondo delle fate, che dovrebbe essere il mondo del bene e del buono, tutto si ritorcerà verso chi dispensa perfidia fino a quando non ammetterà le proprie colpe e così la sua sconfitta. Ma neanche questo poteva fermare la cattiveria della perfida regina che continuò ad invecchiare, facendo credere al marito che la figlia Viola era scappata dal regno di Violaide.



Le ranocchie non cantavano ormai più, gli uccelli non cinguettavano, nel bosco c'era ormai pochissima luce, la luna stava per sparire per sempre e le lucciole si rifugiarono nelle case dei sogni dei loro bambini: tutto si stava preparando a spegnersi per far risorgere il sole su Violaide e bruciare così per sempre il mondo delle fate...Francesca era ormai diventata una donna adulta, altre volte aveva sognato il regno di Violaide, ma ormai diventata una ragazza che non voleva più credere alle fate come una bambina e non riuscì mai più a ritornare nel regno con lo stesso entusiasmo dei 5 anni. Viola, rinchiusa nei sogni di una bambina che ormai non c'era più, si era addormentata nel suo fior di loto che però possedeva un'incredibile energia magica, emanava profumi, ricordi e immagini a tutte le fatine del suo popolo che si risvegliarono dai sogni degli altri bambini e accorsero in aiuto di Viola. Quella notte tutti quegli adulti, una volta bambini, risognarono il mondo di Violaide, compresa Francesca. Lei era l'unica che aveva la chiave per entrare nel regno e così come quando aveva 5 anni ripercorse il sentiero di un sogno già vissuto. Questa volta Francesca però aveva paura perchè rivide il suo mondo delle fate ricoperto dall'oscurità: quei fiori una volta coloratissimi erano appassiti, le ranocchie non cantavano, il ruscello era secco e la musica del bosco era diventata un'inquietante scricchiolar di foglie secche e tuoni. Francesca stava vivendo un brutto sogno, quasi un incubo, ma la magia e la forza delle fatine non la fecero risvegliare e cosi lei avanzò nel bosco ed arrivò nel luogo dove un tempo le giovani lucciole ballavano e giocavano lontane da ogni male. In un angolino vide una luce ed iniziò a inseguirla, ma arrivata a un certo punto quella luce non c'era più: era ora comparsa poco più avanti, così continuò ad inseguirla ma la luce era veloce ed avanzava sempre più rapidamente. Ora Francesca riacquistò il coraggio che ebbe a 5 anni e curiosa come una bambina continuò a rincorrere nel bosco la lucina che le indicò il castello.
Mentre tutte le fatine e Viola mettevano insieme le loro forze all'interno dei sogni di tutti i bambini del mondo, Francesca si addentrò nel palazzo e coraggiosa attraversò un labirinto di specchi, la grotta rosa capovolta e il ponte invisibile tutto grazie alla piccola lucciola rimasta intrappolata nel regno di Violaide che non si arrese e continuò fino ad indicarle il trono dove ormai anziana c'era Nerea che rideva con perfidia alla vista di questo regno distrutto. Se non poteva governarlo lei nessuno lo avrebbe più governato.

Francesca era ormai grande e rispetto al mondo di Violaide lei era un gigante e alla vista di questa piccola fata grinzosa pensò che fosse un bruchetto morto in mezzo a quell'oscuro bosco, così penso di prenderlo in mano e sepellirlo in quel poco di terra che era ormai ancora umida. Nerea cercò di ribellarsi, si strattonava, urlava ma ormai il bosco stava morendo e nessuno la poteva più sentire, tanto meno Francesca perchè non parlava la lingua delle fate. Francesca posò l'ultimo pezzetto di terra sopra di lei, si guardò attorno e si ricordò di quando aveva 5 anni, di come era contenta quando scoprì l'esistenza di quel mondo immaginario e le cadde una lacrima sul terricio...Passarono pochi attimi che dove fu caduta la sua lacrima di gioia nel tornar bambina per un'istante, nacque un bellissimo fior di loto viola super lucente e tutto attorno a lei iniziò a risplendere, le foglie tornarono verdi, i ranocchi ricominciarono a cantare, gli uccellini a cinguettare, l'acqua a scorrere nei rigoli sui sassi, la natura riprese a vivere, note di piano forte, poi i violini, arpe e flauti iniziarono a suonare nel regno di Violaide.


La sveglia era suonata per Francesca e per tutti gli altri bambini ormai non più bambini che si alzarono dai loro letti felici seppur ignorandone il motivo: perché le fate entrano nei sogni per portare felicità ed armonia e poi escono senza svelarsi. Ma il sole sulla terra era splendente e nei sogni dei nuovi bambini il bosco di Viola e il regno di Violaide erano salvi per sempre.

Nessun commento:

Posta un commento

Licenza Creative Commons
Nascondiglio Pubblico by Claudia Bombonato is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia License.
Based on a work at http://nascondigliopubblico.blogspot.com/.