sabato 18 dicembre 2010

Mosca Moschina





Era una fresca giornata di primavera e una mosca di nome Moschina svolazzava nel boschetto vicino. Mosca Moschina un po' sbadata entrò per caso nella casetta incavata dentro il tronco di una vecchia quercia, si ritrovò nella casa dell'orso Paolo, che era fuori per fare delle commissioni.
Mosca Moschina era tanto curiosa, e si mise a guardare a destra e sinistra, sotto e sopra i mobili, ma poi fu attirata da un grande vaso contenente un liquido profumato di color giallo lucente.
Moschina non conosceva cosa fosse quel liquido e curiosa più che mai si avvicinò al vaso che a lei parve enorme, dato le sue piccole dimensioni, si appoggiò con le sue piccole zampette al bordo e leccò un po' di quel liquido che la attirava tanto: “mmm che buono, è dolce!” disse la Mosca Moschina.
Uno sbattito di porta si udì dall'altra stanza, era l'orso Paolo che rientrava a casa, affamato del suo miele si diresse verso il vaso per fare merenda :”che schifo!” gridò l'orso “mi hai sporcato tutto il miele, adesso cosa mangio?”.
Mosca Moschina provò a volare via, ma non vi riusciva perchè il miele oltre che ad esser tanto goloso è anche appiccicoso e le sue fragili zampette vi rimasero incollate, si dimenava, sbatteva le ali a più non posso ma nulla le permise di sfuggire all'ira dell'orso Paolo.
“Ti prego orsacchiotto, liberami, sono arrivata qui per caso non volevo sporcare il tuo miele” disse Mosca Moschina impaurita, “Ti libererò solo se mi porterai entro un'ora dell'altro miele con cui potrò gustare la mia merenda” rispose l'orso Paolo.
“Ti porterò il tuo miele orsacchiotto te lo prometto” ,così l'orso liberò la povera Moschina che aveva ancora tutte le zampette inzuppate di miele.
“Moschina dovrai portarmi il mio miele entro un ora e in pegno mi lascerai il tuo bracciale in segno che tornerai qui” disse l'orso. Il braccialetto di Moschina era un regalo di sua madre, l'unica cosa che lei possedesse.
“Va bene orsacchiotto tieni pure il mio bracciale ma non farmi del male, vado a cercare il tuo miele”. La Mosca Moschina volò senza una direzione precisa alla ricerca del miele pulito per l'orsacchiotto affamato, attraversò il bosco e sul petalo di un bel fiore colorato incontrò il signor Bruco.
“Salve signor bruco sa dirmi dove posso trovar del miele?” chiese umilmente Moschina “Non so dirti dove sia il miele, ma so dove sono le mele anch'esse sono dolci, un po' meno ma pur sempre dolci e golose” rispose il bruchetto “Sempre dritto fino alla casetta rossa con la porta blu non ti puoi sbagliare Moschina, buon viaggio”.
Moschina svolazzò verso la casetta che le indicò il signor Bruco, e bussa bussa bussa con la testolina finalmente la porta si aprì c'era la Pimpa!
“Il signor Bruco mi ha detto che qui avete le mele ma avete anche del miele? Devo portarlo all'orso del bosco o altrimenti non riavrò più il mio bracciale!” esclamò Moschina, “Non ti preoccupare vieni dentro qui c'è tanto miele!”
La Pimpa si diresse verso lo scaffale dov'era riposto il miele e il signor Armando disse “Ma Pimpa cosa stai facendo!?” “sto prendendo il miele per la Mosca Moschina” “ah va bene Pimpa!”.
La Pimpa accompagnò Moschina fino alla casa dell'orso perchè il vaso era troppo pensante per il piccolo peso della mosca, dopo aver attraversato il bosco arrivarono alla tana dell'orso e bussa bussa bussa con la testa l'orso aprì la porta.
“Moschina, ti avevo detto entro un'ora sei in ritardo!” “Ma signor orso le ho portato il suo miele!” “Non mi importa mosca, adesso io ho tanta fame e dovrai portarmi anche delle ciambelle sulle quali spalmerò questo miele o altrimenti non rivedrai mai più il tuo bracciale!” urlò l'orso affamato ormai avaro di dolci e delizie.
Moschina svolazzò nuovamente senza meta precisa alla ricerca delle ciambelle per il ghiotto orso Paolo, intanto la Pimpa tornò dall'Armando. Svolazzava per tutto il bosco quando incontrò nuovamente il signor Bruco “Ciao Moschina hai trovato il miele?” ”Si signor Bruco adesso però ho bisogno delle ciambelle!” rispose Moschina ormai stanca per tutto il viaggio che aveva intrapreso, “Guarda là, c'è una cascina dove abita una vecchina che ama cucinare, a volte fa le torte, altre volte fa ciambelle prova alla cascina cara Moschina e buona fortuna” concluse il Bruchetto.
La piccola Moschina si diresse alla cascina e bussa bussa bussa con la testa la porta si aprì.
“Cara vecchina, l'orso è tanto arrabbiato con me per farlo calmare devo portargli una ciambella lei mi può aiutare?” chiese umilmente Moschina, “Ma certo piccola, entra pure, ho appena sfornato delle deliziose ciambelle” rispose la vecchina “però dovresti farmi un favore, mentre ti incarto le ciambelle devi andare a prendere la damigiana di vino che si trova nella fattoria qui di fronte.”
Mosca Moschina non si avvilì, nonostante la stanchezza svolazzò fino alla fattoria difronte e incontrò mamma Oca: “Signora Oca devo prendere una damigiana di vino per la vecchina della cascina” allora mamma Oca lo aiutò a prendere la damigiana e si offrì di accompagnarlo alla cascina, ma quando arrivarono la vecchina si era addormentata sul divano.
Mosca Moschina prese le ciambelle incartate e con l'aiuto di mamma Oca che trasportava la damigiana di vino si diressero verso la casa dell'orso Paolo.
Bussa bussa bussa con la testa l'orso furibondo aprì la porta, “Mosca!ma quanto ci hai messo!io ho fame hai la mia ciambella?” gridò con ira. “Si signor orso le ho portato anche il vino!” rispose Moschina.
L'orso Paolo si sdraiò sulla poltrona e iniziò a mangiare miele e ciambelle e a bere il vino.”Signor orso posso riavere il mio bracciale adesso?” “Non prima che io abbia fatto merenda brutta mosca che hai sporcato il mio miele!”.
Il cattivo orso Paolo mangiava, beveva,poi mangiava e poi beveva, fino a che non si ritrovò ubriaco e privo di forze, era moribondo sul divano, non riusciva proprio ad alzarsi, così Moschina riprese il suo bracciale, andò a chiamare il Signor Bruco, la Pimpa e insieme a Mamma Oca fecero una golosa merenda con la ciambella e il miele dell'Orso Paolo.

sabato 4 dicembre 2010

Francesca e il regno di Violaide



UNA FAVOLA PER BAMBINI MA.....
NON SOLO. (post-partecipazione al concorso dell'associazione Progetto e Materia di Torino)



C'era una volta il lontanissimo mondo di Violaide. Era una terra pulita, profumata, piena di colori, animali, fiori e sorgenti d'acqua. I suoi abitanti erano piccole lucciole del bosco che volteggiavano e ballavano delicatamente su alberi e rosse fragoline, accarezzavano di tanto in tanto qualche petalo e salutavano i signori ranocchi che cantavano nel laghetto dall'acqua magica... Era un luogo incantato, un regno magico, privo di male, dove regnava solo amore e purezza. Questo fino a quando la regina Nerea non entrò nei sogni di una giovane fanciulla del mondo Terra a cui svelò il regno di Violaide. Nerea aveva messo al mondo una bellissima figlia, Viola, la fata più luminosa del regno a cui però non voleva cedere il trono per gelosia, così indusse la fanciulla, Francesca, a catturarla... Nerea era consapevole che la legge del regno proibiva a chiunque di svelare l'esistenza del mondo di Violaide altrimenti la luce delle fate si sarebbe per sempre trasformata nella luce del sole, il mondo di Violaide si sarebbe autodistrutto e così ne fate ne folletti sarebbero mai più esistiti. Tuttavia Nerea non volle prestare ascolto a questa leggenda e continuò imperterrita nella sua battaglia contro Viola.



Una notte d'estate Francesca dormiva nel suo lettino, e Nerea entrò nei suoi sogni per trasportarla fino al lontanissimo mondo di Violaide. La bambina aveva in mano un peluche e in pigiama si addentrò nella foresta. Non era impaurita Francesca perchè a rassicurarla c'era la luce della luna sempre piena del mondo di Violaide, il canto degli uccelli e il fruscio dei rivoli d'acqua che scorrevano tra le pietre del sentiero. Il bosco non dormiva mai a Violaide, lì la notte era perenne, Francesca non credeva alla sua vista, strizzò bene gli occhi per assicurarsi che tutto fosse quel che realmente vedeva; vi erano in sottofondo dei violini ai quali si aggiunsero un piano in giro di do, un'arpa e il dolce suono di un flauto traverso. Con le mani Francesca si aprì un piccolo varco per scorgere cosa ci fosse al di là dei cespugli e vide piccole lucciole in festa volteggiare nell'aria, allegre come non mai perchè era nata la principessa Viola che con loro ballava nel bosco. Francesca presa dalla gioia iniziò a saltare, a correre per cercar di prenderne una in mano, ma le fatine spaventate scapparono a destra e sinistra quasi tutte tranne una, Viola ,che essendo appena nata ancora aveva addosso il fior di loto che ogni lucciola riceve alla nascita per poter riposare ogni qualvolta lo desideri. Il peso del fiore le rallentò il volo e rimase intrappolata nel sogno di Francesca: da allora il regno di Violaide vide solo il buio, quello scuro, quello del male, perchè la fata più luminosa era sparita. La luna iniziava a spegnersi piano piano e Nerea continuava ad invecchiare perchè non aveva tenuto conto di un fatto importante del mondo di Violaide: qualsiasi volta che si entri nei sogni dei bambini per far del male al mondo delle fate, che dovrebbe essere il mondo del bene e del buono, tutto si ritorcerà verso chi dispensa perfidia fino a quando non ammetterà le proprie colpe e così la sua sconfitta. Ma neanche questo poteva fermare la cattiveria della perfida regina che continuò ad invecchiare, facendo credere al marito che la figlia Viola era scappata dal regno di Violaide.



Le ranocchie non cantavano ormai più, gli uccelli non cinguettavano, nel bosco c'era ormai pochissima luce, la luna stava per sparire per sempre e le lucciole si rifugiarono nelle case dei sogni dei loro bambini: tutto si stava preparando a spegnersi per far risorgere il sole su Violaide e bruciare così per sempre il mondo delle fate...Francesca era ormai diventata una donna adulta, altre volte aveva sognato il regno di Violaide, ma ormai diventata una ragazza che non voleva più credere alle fate come una bambina e non riuscì mai più a ritornare nel regno con lo stesso entusiasmo dei 5 anni. Viola, rinchiusa nei sogni di una bambina che ormai non c'era più, si era addormentata nel suo fior di loto che però possedeva un'incredibile energia magica, emanava profumi, ricordi e immagini a tutte le fatine del suo popolo che si risvegliarono dai sogni degli altri bambini e accorsero in aiuto di Viola. Quella notte tutti quegli adulti, una volta bambini, risognarono il mondo di Violaide, compresa Francesca. Lei era l'unica che aveva la chiave per entrare nel regno e così come quando aveva 5 anni ripercorse il sentiero di un sogno già vissuto. Questa volta Francesca però aveva paura perchè rivide il suo mondo delle fate ricoperto dall'oscurità: quei fiori una volta coloratissimi erano appassiti, le ranocchie non cantavano, il ruscello era secco e la musica del bosco era diventata un'inquietante scricchiolar di foglie secche e tuoni. Francesca stava vivendo un brutto sogno, quasi un incubo, ma la magia e la forza delle fatine non la fecero risvegliare e cosi lei avanzò nel bosco ed arrivò nel luogo dove un tempo le giovani lucciole ballavano e giocavano lontane da ogni male. In un angolino vide una luce ed iniziò a inseguirla, ma arrivata a un certo punto quella luce non c'era più: era ora comparsa poco più avanti, così continuò ad inseguirla ma la luce era veloce ed avanzava sempre più rapidamente. Ora Francesca riacquistò il coraggio che ebbe a 5 anni e curiosa come una bambina continuò a rincorrere nel bosco la lucina che le indicò il castello.
Mentre tutte le fatine e Viola mettevano insieme le loro forze all'interno dei sogni di tutti i bambini del mondo, Francesca si addentrò nel palazzo e coraggiosa attraversò un labirinto di specchi, la grotta rosa capovolta e il ponte invisibile tutto grazie alla piccola lucciola rimasta intrappolata nel regno di Violaide che non si arrese e continuò fino ad indicarle il trono dove ormai anziana c'era Nerea che rideva con perfidia alla vista di questo regno distrutto. Se non poteva governarlo lei nessuno lo avrebbe più governato.

Francesca era ormai grande e rispetto al mondo di Violaide lei era un gigante e alla vista di questa piccola fata grinzosa pensò che fosse un bruchetto morto in mezzo a quell'oscuro bosco, così penso di prenderlo in mano e sepellirlo in quel poco di terra che era ormai ancora umida. Nerea cercò di ribellarsi, si strattonava, urlava ma ormai il bosco stava morendo e nessuno la poteva più sentire, tanto meno Francesca perchè non parlava la lingua delle fate. Francesca posò l'ultimo pezzetto di terra sopra di lei, si guardò attorno e si ricordò di quando aveva 5 anni, di come era contenta quando scoprì l'esistenza di quel mondo immaginario e le cadde una lacrima sul terricio...Passarono pochi attimi che dove fu caduta la sua lacrima di gioia nel tornar bambina per un'istante, nacque un bellissimo fior di loto viola super lucente e tutto attorno a lei iniziò a risplendere, le foglie tornarono verdi, i ranocchi ricominciarono a cantare, gli uccellini a cinguettare, l'acqua a scorrere nei rigoli sui sassi, la natura riprese a vivere, note di piano forte, poi i violini, arpe e flauti iniziarono a suonare nel regno di Violaide.


La sveglia era suonata per Francesca e per tutti gli altri bambini ormai non più bambini che si alzarono dai loro letti felici seppur ignorandone il motivo: perché le fate entrano nei sogni per portare felicità ed armonia e poi escono senza svelarsi. Ma il sole sulla terra era splendente e nei sogni dei nuovi bambini il bosco di Viola e il regno di Violaide erano salvi per sempre.

mercoledì 12 maggio 2010

IL PALATO DEI PENSIERI

Dolcemente amaro,
Aspramente dolce,
ti ho inseguito mio caro,
fin dove tu hai posato il tuo calice,
quando capii quel che avevo ormai di raro,
tu solo con i tuoi occhi,
io sola con le mie lacrime,
rimasi impietrita a guardare nella notte,
quel che tu mi imposi.

Amarezza dolce che mi gela dentro,
acido acuto che mi scuote,
è l'amara dolcezza del sapore amaro che l'amore tu mi imposi,
senza più parole oramai,
rimasi lì,
allibita e convinta che l'amore non potesse essere altro,
un sentimento privo di sfumature,
o era dolce o era amaro.





domenica 2 maggio 2010

RISPOSTE NASCOSTE


Ci sono volte in cui trovare una risposta sembra impossibile, ci sono altre volte le quali dare una risposta sembra troppo semplice e scontato...Tutti nella vita ci siamo soffermati almeno un momento a chiederci il perchè o il per come di qualche cosa che ci è accaduto in un particolare momento o in una particolare situazione, con la conclusione di trovare troppe risposte o non trovarne nessuna...
Ci sono quelle volte in cui passiamo ore ed ore, perfino giorni interi a cercare una risposta, ci poniamo la domanda e vi traiamo mille risposte plausibili e non.
Mi chiedo perchè spesso sprechiamo tutto questo tempo a farci domande e cercare risposte, quando invece la risposta è proprio lì, davanti a te...
Poco tempo fa mi ritrovai in una discussione sulla felicità, alcuni rispondevano che la felicità era una questione di avere un lavoro stabile che ti permetta di fare una vita benestante, altri rispondevano che la felicità era trovare l'anima gemella, altri ancora risposero che la felicità era avere tutto ciò che si voleva, altri ancora risposero che la felicità era per loro essere realizzati in ambito professionale, avere una vita di carriera e di fama, poi chiesero a me...
Rimasi in silenzio, ma non perchè non sapessi cosa rispondere, semplicemente perchè capii che io e loro avevamo una nota differenza sul concetto di felicità...
" Stare bene dentro, sentirsi limpidi, senza rimpianti, sorridere anche quando fuori piove..."
Riuscii in una frase a farmi guardare come se fossi impazzita, ma poi mi spiegai meglio...
"Essere felici secondo me non è una questione di soldi, di anima gemella, di carriera e di fama, essere felici per me è trovare quello spazio nascosto dentro di noi, tutti abbiamo quello spazio di felicità in noi, solo che non lo troviamo se non lo vogliamo. Tutti pensano che i soldi facciano la felicità,sicuramente sono un aiuto,ma non sono la felicità. Quante star ultra-miliardarie finiscono poi in depressione o col cercare nuovi -sfoghi- perchè non sono felici? Quanti dirigenti di grosse aziende pur avendo un lavoro di prestigio arrivano a casa la sera insoddisfatti della loro vita? Quante coppie seppur innamorate, presi singolarmente si sentono depressi ed insoddisfatti? Non critico tutte queste figure, è solo per dire che secondo me la felicità non è fatta di soldi, fama e potere la felicità è quando trovi quello spazio al tuo interno che mette equilibrio puro in quello che fai, e quando lo trovi allora saprai assaporare anche il profumo della pioggia che cade sull'asfalto...."
Un ragazzo mi guardò storto, un po' perplesso come se stessi dicendo un'eresia...poi mi chiese: "Tu sei Felice?"
"Io sono sul cammino della felicità, ho trovato il mio spazio dentro di me, una sorta di "SPIAGGIA DEI SOGNI di BAMBAREN" e tutt'ora coltivo il mio spazio per farlo crescere.. se sono felice? si lo sono, su questo non ho dubbi ma c' è ancora da lavorare, tutto quello che voi credete sia la felicità per me sono i mattoni che costruiranno la casa all'interno del mio spazio...perchè se non sei felice tu...per primo, nulla e nessuno ti regalerà la felicità..."
Il ragazzo sorrise, sembrava quasi convinto, poi mi disse che ero felice semplicemente perchè stavo bene, gli chiesi allora di spiegare cosa intendesse per "stare bene" ed egli rispose che ero benestante con un lavoro...
"No, non sono benestante, avevo un lavoro ma la crisi sai...ha colpito anche me, nonostante ciò però non mi abbatto e vado avanti, piangersi addosso non aiuta nessuno, sono felice anche cosi perche come ti ho detto la felicità non è fatta di soldi ed oggetti, la felicità è qualcosa che se non la senti non esistono parole che sappiano spiegare a tutto tondo il suo profumo, la sua essenza e la sua unicità...perchè la felicità e lì dentro....è...qui dentro"
"Qui dentro?"
"esatto, qui dentro, proprio nel nostro cuore..."



CORRI A PIEDI NUDI IN MEZZO AD UN PRATO, INSPIRA PROFONDAMENTE ED ASSAPORA IL PROFUMO DELLA PIOGGIA, BUTTATI NUDO IN UN LAGO DI MONTAGNA, URLA A SCUARCIAGOLA IN MEZZO ALLA CAMPAGNA, GODITI UN BEL TRAMONTO....TUTTO QUESTO NON LO COMPRI PUOI SOLO VIVERLO...

UNA STAGIONE PERFETTA SOTTO LA PIOGGIA!


Bologna, 2 Maggio 2010

E chi dice che una stagione è perfetta solo se c'è il sole? I Neptunes No! ( e neanche le cheerleader che gli accompagnano nel loro cammino!)
Oggi sul campo del C.U.S Bologna, si è disputata la partita decisiva, Neptunes Vs Doves. Nonstante la pioggia e il grigio del cielo che non aiutano l'umore a restare sollevato, i giocatori dei Neptunes American Football hanno disputato la partita decisiva contro i Doves, caschi in testa, armatura e tanta grinta in campo per assicurarsi un ottimo risultato 57 a 32, si è conclusa così la partita che porterà il tridente alle semifinali della Conference Nord!



Una stagione splendente, la pioggia non abbatte il tridente!
Perfect season with rain!!

Go! NEPTUNES!!!

sabato 1 maggio 2010

NON VI E' PERFEZIONE

Un frammento di gioia nel dolore ti apre le porte per l'ottimismo, un frammento di dolore nella gioia ti ricorda che non vi è perfezione, entrambe sono le emozioni presenti nell'amore...

COLPO DI FULMINE, UOMINI VS BORSE

Sabato pomeriggio; giornata mondiale dello shopping femminile. E' proprio vero la nostra cara e amata città sa regalare sempre nuove emozioni con lo stesso sottofondo, in inverno vetrine illuminate da mille lampadine colorate e avvolte da soffici maglioni, in primavera floreali ornamenti tra i capi esposti in vetrina, morbide e profumate borse in pelle e in tela che richiamano l'estate dove le porte dei negozi restano chiuse per preservare al meglio l' aria condizionata che mantiene intatto il trucco delle folli shopper cittadine, eleganti costumi da bagno e freschi pareo...

Il centro sarà affollato ma a nessuna importerà più di tanto, quello che conta è acquistare un capo, un'accessorio, un set da make up, una favolosa borsetta da sera o la big bag da giorno... Una Big Bag è esattamente quello che cercavo questo pomeriggio, km di passi, ore e ore a scovare tra le mille borse esposte nei vari banchi e negozi, per poco non ci rimanevano "secche" le commesse, ma sapete quando si acquista si deve scegliere con cura, valutare i materiali, i vari abbinamenti possibili e tutte quelle cose di cui agli uomini solitamente non importa nulla, ed è per questo motivo che se ci accompagnano a fare shopping è perchè vogliono un consiglio di styling per loro altrimenti preferiscono passare il pomeriggio a guardare la partita al bar piuttosto che spararsi 10 ore di corse per negozi e le lunghe attese di prova, scelta e decisione sull'acquisto.
Magari non saranno 10 ore di shopping, ma a chi non è mai capitato di spararsi quelle giornate intere a spendere e spandere? E' un vero e proprio lavoro lo shopping oltre che un toccasana al nostro umore.
Beh ora ritorniamo alla Big Bag che cercavo, passavano ore e ore ma nulla mi attraeva o mi affascinava al punto di essere sicura sullo strisciare la carta o no, perciò proseguii per le vie dello shopping nella speranza che il mio occhio fosse catturato da qualcosa di speciale, fino al momento in cui si era fatto troppo tardi, i miei piedini chiedevano tregua e le speranze sulla ricerca della borsa perfetta erano lentamente evaporate nelle precedenti vetrine, così mi incamminai alla fermata del bus, triste e sconsolata perchè sarei arrivata a casa senza nulla da scartare. Tutte le donne arrivano a casa e dopo un acquisto guardano il loro "gioiellino" dicendo che bello, troppo carino o cose del genere e poi magari le indossano o le usano la sera stessa e si sentono molto meglio, più felici, più belle anche se nulla è cambiato da prima.
Mancavano pochi metri alla fermata....quando COLPO DI FULMINE!!...Addocchiai la mia futura Big Bag, molto campiente, di pelle nera con uno specchietto incorporato, dal desing semplice e alla moda, senza pensarci entrai, indicai la borsa e la comprai, non guardai neanche il prezzo perchè sapete com'è, se c'è COLPO DI FULMINE, non si bada a spese, è come conquistare un'uomo, quando lo noti, lo conosci, ti ci prendi e ti ci innamori pur di averlo non badi a "spese" e fai di tutto pur di averlo...Ecco perchè le Borse sono come gli Uomini, per me, amo entrambe, ho una vera e propria passione per tutti e due, e per conquistarmi ci deve essere il cosidetto "COLPO DI FULMINE".

PENSIERI NELLA NOTTE

E ti ritrovi nel buio della notte, nella solitudine cittadina, in quel silenzio apparente che avvolge le case della città quando la gente sogna nei propri letti, catturato dalla curiosità ti affacci al balcone di casa e osservi la distesa dei palazzi metropolitani che sono momentaneamente in stand-by e all'improvviso, a pochi isolati da dove ti trovi, noti con indifferenza una luce che si accende, cerchi di intravedere cosa stia accadendo e inizi a pensare di non essere più solo in questa notte, qualcun'altro come te è sveglio, molte domande affiorano alla mente, per esempio come mai ad un orario così ambiguo qualcuno si sia svegliato, oppure pensi alla probabilità che taluno sia appena rincasato...
Chi l'ha detto che in città non ci sente mai soli? E' vero la città è un grande contenitore di persone e luoghi di interesse eppure in città puoi sentirti più solo di quanto non ti sentiresti in mezzo ad un deserto, perlomeno nel deserto se incontri qualcuno questo sarebbe felice di incontrare un'essere vivente, nella città invece regna l'insopportazione dell'essere umano, tutti corrono, tutti sono di fretta o troppo presi dal loro business che non gli aspetta, il mondo è regolato su un orologio e se le tue lancette si fermano lui non aspetta quei due minuti che tu hai impiegato per farle ripartire, lui continua a girare, tutto continua a girare e cosi il giorno diventa notte...
La notte, è favolosa non solo per gli amanti delle discoteche o della movida, ma anche per chi durante il giorno è troppo preso dal suo business, peccato che non se la godrà mai perchè la notte gli servirà solo per dormire e non per assaporare il gusto della città....
Probabilmente l'uomo o la donna misteriosa della luce accesa non era uno di quelli presi dal business, però mi piace pensare che tra le infinte varianti di possibilità che esistono egli sia qualcuno come me...Qualcuno che ama la notte per ciò che ti regala, perchè ti dona la pace, un silenzio quasi assordante da quanto è silenzioso, e allora puoi ascoltare il rumore dei tuoi passi, la musica della notte, puoi respirare l'essenza notturna che è pura come un neonato e capisci che quella solitudine notturna non è solitudine e non lo sarà mai perchè c'è sempre qualcuno sveglio insieme a te...
-PENSA SEMPRE POSITIVO, ASSAPORA OGNI MOMENTO E GODITI LA NOTTE-
GOOD NIGHT -La Klod-
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